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Scoprite l’impasto segreto del norcino Michele. Ordina subito il tuo cotechino!

Cotechino, in campagna, vuol dire buona sorte: se oggi è uno dei piatti tipici da mettere in tavola a Capodanno con le lenticchie o accompagnato da una senapata mostarda nelle domeniche d’inverno, anticamente – nella Bassa parmense – era il considerato il capostipite degli insaccati da mangiare in tempo di sagra.
In quella porzione di Emilia avvolta dalla nebbia, lo trovate preparato in vari modi ma, in sintesi, è un insaccato di budello di maiale, con un impasto di carne di suino. E’ proprio l’impasto a custodire il segreto di un cotechino sopraffino.
Il Cotechino Sapoeri realizzato alla maniera di una volta dal norcino Michele Fogliati è raffinato e casereccio al contempo: come è possibile? E’ dolce e delicato, è gommoso al punto giusto, ha la consistenza pastosa per gustarlo pienamente in bocca.

Il segreto dell’impasto di Michele? Carne fresca Sapoeri di alta qualità. Un trito gommoso grazie ad una piccola parte di cotenna di maiale. Sale e spezie quanto basta, senza pepare o insaporire troppo. E un tocco di vino rosso. Ma (per adesso) non vi sveliamo quale vino viene aggiunto.

Il giusto morso. Il Cotechino Sapoeri si mangia 15 giorni dopo che è stato fatto e dopo un massimo di 2 mesi.

La cottura perfetta. Prima di immergere il cotechino nell’acqua bollente va forato più volte con un punzecchio (ma le massaie e le rezdore usano talvolta lo stuzzicadenti).

Perchè si fora il cotechino? “Per far in modo che non si rompa il budello, altrimenti l’impasto risulterebbe slavato, permettendo al cotechino di sfiatare durante la cottura” spiega il norcino Michele.
Si cuoce per circa tre ore. Noterete come la carne cambia l’acqua di bollitura rilasciando un velo unto, mano a mano che la cottura si porta a compimento.

Volete assaggiarlo? Ordinatelo scrivendo a info@sapoeri.it oppure chiamate la simpatica Rita, sempre a fianco di Michele, al numero +39 347.1027982.

Francesca Maffini @fmfeye