B di Bollito, B di buonissimo, B di Brodo, B di Bixio…

Abbiamo chiesto ad alcuni amici e clienti della bottega di via Bixio (41) La Cantina della Carne – durante una cena conviviale dedicata proprio a Monsieur il Bollito – perchè sono fan del piatto della domenica.

“Bollito è il calore della casa in inverno come sentimento, ma enogastronomicamente il rimando diretto è agli anolini in brodo con lo stracotto di carne” è il parere di Lucia Chiastra.

“Bollito significa una sola cosa: il pranzo di Natale – afferma Linda Vukaj – ho scoperto questo piatto in Italia. In Albania, mia terra d’origine, si cucina piuttosto carne di maiale cucinata con i fagioli, maiale con il cavolo o fettine affumicate”.

“Se penso al bollito, si concretizza il gusto della salsa verde con il prezzemolo o quella agrodolce con i peperoni di accompagnamento alla carne” sottolinea Gabriele Tagliavini.

“B di Bollito? Rispondo con C di Cotechino e M di Mariola, gli irrinunciabili da degustare accanto alle carni lesse, il tutto con abbondante salsa senapata” è l’opinione di Marcello Patera.

“Il bollito mi ricorda l’infanzia: i miei nonni Maria e Ugo avevano tanti anni fa una trattoria vicino al Duomo. Il mio primo bollito l’ho assaggiato lì con loro” ha ricordato Giorgio Cantadori.

“Il bollito rievoca la mostarda ed il viso di mia nonna – ha detto Carlo Ferrari – e letterariamente  consiglio a tutti un libro bellissimo Le ricette immorali di Manuel Vázquez Montalbán”.

“B di Bollito? Rispondo con G di Giovannino Guareschi – è il parere di Claudio Bocchialini – associo il lesso e il bollito alle giornate di nebbia fitta, ai pranzi della domenica più lunghi del solito d’autunno e d’inverno”.

“Non c’è bollito senza cappelletti con tanto brodo. Non c’è bollito senza la salsa agrodolce  di verdure tritate di mia nonna Maria” afferma Stefania Azzi.

“Il bollito mi fa ricordare la sagra di paese, la festa attorno a casa mia, il ritorno alle origini, le tradizioni della mia famiglia nella Langhirano di una volta” rievoca Gilberto Bodria.

“Bollito è una sola cosa: il profumo fortissimo delle cucina di una volta” aggiunge Maurizio Ramazzotti.

“Bollito? E’ una bellissima e buonissima scoperta: ho imparato ad apprezzare i tagli della carne e gli abbinamenti con le salse proprio durante le degustazioni delle quattro prime edizioni della Festa del Bollito organizzate dall’azienda agricola An.Fo.Ra. ed ho scoperto un mondo interessantissimo che spesso i giovani non conoscono” ha detto Giulia Andrei.

“Per me dire bollito significa sentire nel naso l’odore forte della gallina e degli altri pezzi di carne in pentola fin dalle prime ore del mattino: questi ricordi, legati alle nonne e alle zie, scaldano il cuore e il palato d’inverno” dice Laura.

“Da tradizione in famiglia non è vero bollito senza salsa verde e cucchiai di maionese fatta in casa” commenta Paola.

“Bollito fa rima con le cipolline in agrodolce che mia madre cucinava anche con il brasato” racconta Gabriella.

Il bollito secondo Michele Fogliati, macellaio di fiducia della Cantina della Carne, per ottenere il re dei piatti: 7 tagli di polpa, 7 ammennicoli e 7 salse di accompagnamento.

“7 tagli di polpa
Tenerone (dal collo o coppa), scaramella (pancia e costato), muscolo di coscia, muscoletto (stinco), spalla, fiocco di punta, cappello del prete.
7 dintorni”
Lingua, testina, coda, zampino, gallina, cotechino, rollata.
8 contorni salse/mostarde
Verde, rossa, agrodolce alle verdure, cren o rafano che dir si voglia, mostarda, maionese, composta con miele, fichi e frutta, senape.